Carlo Pasceri
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L'ambiguità del suonare a orecchio: fra esecuzione e percezione musicale

17/1/2026

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Mille e più volte ho sentito o letto, riferito a musicisti spesso famosi, che “suonano a orecchio”.
Ma cosa significa davvero?
Che non sanno scrivere o leggere la musica?
Che ignorano del tutto la teoria musicale, le scale, gli accordi e tutto il resto?
Attorno al suonare “a orecchio” circolano molti equivoci: si confondono piani diversi, capacità differenti e aspetti distinti. Spesso si associa questa espressione a una sorta di “illuminata ignoranza” romantica.
In realtà, chi sostiene che suonare a orecchio equivalga a una pressoché totale ignoranza musicale sbaglia.

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Unisoni, improvvisazioni e magia: viaggio dentro Rituale dei Perigeo

11/1/2026

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Fui fortunato, da adolescente appassionato prevalentemente di musica strumentale, i due gruppi italiani più famosi del genere (Jazz-Rock) erano anche i più bravi dunque subito ascoltai le cose migliori; - ancor prima di Crac degli Area - acquistai intorno al 1979 Abbiamo Tutti Un Blues Da Piangere (1973) dei Perigeo.
Dei sette brani che lo costituiscono Rituale* fu quello che più mi affascinò.
Forse perché è un lungo pezzo (7’32’’) che ha due distinti piani: uno semplicissimo, quasi ingenuo, l’altro complicato, colto. Ma non si avvertono fratture, tutto è fluidamente amalgamato, scorre naturale.

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Waiting dei Santana:  l'analisi del brano che aprì un'era

31/12/2025

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"Waiting", il brano di apertura dell'omonimo e dirompente album d'esordio dei Santana (1969), presenta in soli quattro minuti elementi innovativi che emergono già da un'analisi della sua struttura formale.

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James Bond Theme: anatomia di un capolavoro

7/12/2025

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Uno dei brani più celebri di sempre porta la firma di un autore pressoché sconosciuto: James Bond Theme, composto da Monty Norman (orchestrato da John Barry), pubblicato nel 1962.
È tra i brani che ancora oggi amo di più, sin da quando ero ragazzino.
Forse proprio per questo mi è rimasto impresso; e racchiude due caratteristiche fondamentali che mi hanno sempre affascinato — modalità e densità di cromatismi*.

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Il filo invisibile che lega tutti gli ascoltatori

3/12/2025

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Gli ascoltatori di musica, a prescindere dai generi e dagli stili preferiti*, mediamente si somigliano.
Perché principalmente due sono i fattori che più colpiscono la stragrande maggioranza di loro: i groove ritmici e i motivi melodici (e/o riff) dei brani.
Secondariamente troviamo tessiture e stratificazioni timbriche (suoni), insieme all’aneddotica: storie e vicende dei protagonisti, con pure titoli e immagini delle copertine (iconografia varia).
(Nel caso di musiche cantate, anche i testi – quando comprensibili – hanno un ruolo importante.)

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Il cluster che sfida le regole: anatomia del riff di Man-Erg dei Van Der Graaf Generator

25/11/2025

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Pochissime note (5 diverse) per pochissimo tempo (meno di 3 secondi) per uno dei riff più enigmatici e conosciuti dagli appassionati della musica Progressive: è nel brano Man-Erg dei Van Der Graaf Generator.
Pubblicato nel 1971 nel disco Pawn Hearts - mediamente il più apprezzato in assoluto dei VDGG e conclusivo della prima fase del gruppo capitanato da Peter Hammill - consolida l’apice raggiunto con H to He, Who Am the Only One (1970).

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Gottshalk: il ponte tra Chopin e il Jazz

21/11/2025

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​​Che la mescolanza generi innovazione è un dato di fatto; in musica ne troviamo importanti tracce sin dall’alto Medioevo, addirittura nelle categorie di musica sacra e profana, che si influenzarono e svilupparono reciprocamente*.
Venendo al nostro tempo, la mescolanza più importante è tra la musica classica-europea e quella afroamericana, che pervenne alle conseguenze novecentesche col Ragtime, Boogie-woogie, Blues, Jazz, Rock, Funk ecc.
Le radici più nette ed esplicite si rinvengono nell’Ottocento, e tra i protagonisti più notevoli in assoluto c’è lo Chopin americano: Louis Moreau Gottschalk.

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Rock, IA e cover band: siamo prigionieri delle sonorità?

20/11/2025

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Come accade a molti, da adolescente ero attratto dalla musica: stavo iniziando a innamorarmene.
A parte che avevo cominciato a studiarla un po’ perché strimpellavo la chitarra, siccome la musica è fatta di suoni, ciò che mi affascinava erano proprio loro, ancora prima delle note.
Mi colpivano le sonorità nel loro insieme, più che la loro analisi puntuale: il risultato complessivo, fatto di timbri, dinamiche, articolazioni, altezze assolute (la tessitura con i registri bassi, medi e alti), velocità metronomiche. Era questo che mi seduceva.

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IA e musica: un nuovo Medioevo digitale?

11/11/2025

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Se non è già stato pubblicato, lo sarà presumibilmente a breve: l’artista virtuale creato dall’Intelligenza Artificiale.
Nel frattempo, abbiamo già numerosi esempi di emulazioni, spesso diffuse come presunti “lost tapes” di qualche celebre musicista o gruppo.
Per ora – novembre 2025 – è ancora relativamente facile individuare le patacche.
Per quanto siano ben fatte e dunque piuttosto credibili, a un ascolto più attento le approssimazioni risultano grossolane. Per ora.

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Intelligenza Artificiale, l’oracolo imperfetto: una riflessione sui confini del calcolo

3/11/2025

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A tutti è noto che, già da qualche anno, si discute ampiamente di Intelligenza Artificiale.
Molti si interrogano sulla sua potenziale pericolosità e sui rischi che comporta.
Per quanto mi riguarda, sono sempre stato favorevole agli sviluppi tecnologici, pur consapevole che ogni progresso porta con sé un lato potenzialmente molto rischioso. È una costante della storia umana: fin da quando abbiamo imparato a usare un bastone o una pietra come strumenti, il pericolo di farne un cattivo uso è sempre esistito, indipendentemente dal livello tecnologico raggiunto.

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Il ritmo della vita: perché la musica ci somiglia

8/10/2025

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Pur non rappresentando affatto immagini o accadimenti, la musica è l’arte più prossima al nostro vivere.
Di là delle arti figurative — per loro natura statiche, benché spesso dense di simboli e allegorie talvolta complesse ed esoteriche — la letteratura, grazie al testo, può trascendere l’esperienza ordinaria: e qui sta il suo enorme fascino.

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Musica e reminiscenza: il pensiero dei filosofi antichi

5/10/2025

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Specie di inverso del sortilegio divinante il futuro - semmai l’incantesimo per eccellenza -, la musica come vettore per la reminiscenza.
Il lato ammaliante del ricordare, di quello che non è puntuale cronaca di avvenimenti passati, ma proiezione impressionistica, a macchie di colore, che emerge dall’oblio.
Per Platone la vera conoscenza si fonda sulla reminiscenza delle idee conosciute dall’anima in un’esistenza precedente al suo ingresso nel corpo; il recuperare un sapere obliato.

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Dal suono alla struttura: una logica musicale universale

29/9/2025

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Perché la musica ci può sembrare come una successione di eventi che si percepiscono come un insieme ordinato? perché i suoi nessi ci appaiono a volte persino come ineluttabili? Insomma, perché la musica sembra abbia una logica?
Ed è invalso che per logica s’intende una procedura razionale per la quale le idee espresse sono tra loro connesse e si sviluppano l’una dall’altra.
Pertanto potrebbe essere complicato lo statuto semantico della “logica musicale”, posta in relazione con i suoi elementi (armonia, melodia, ritmo, forma, ecc.).

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Suoni invisibili, anime in ascolto

23/9/2025

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È nota pressoché da sempre l’influenza della musica sull’animo umano.
E le prime codifiche che conosciamo nel nostro Occidente le abbiamo apprese dai testi provenienti dall’antica Grecia, in cui si trovano molti riferimenti al potere della musica.
Sappiamo dell’enorme suggestione terapeutico-incantatoria, connessa pure alle più arcaiche pratiche magico-religiose, mediante le attuazioni di alcune popolazioni odierne del tutto simili a civiltà ben più antiche di quella fondativa greca.

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Somma zero: quando la vita suona in equilibrio

20/9/2025

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​Assai raramente accenno alle mie vicende personali, nell’andare a raccontare (in qualche modo) di musica.
Questa è una di quelle, e attiene ai cicli di vita, ai punti di vista e al gioco a somma zero.
L’altro giorno si è chiuso un mio ciclo di vita, iniziato undici anni e un mese fa; tanto importante quanto faticoso.
Va da sé che inizieranno nuove e altre fatiche, ma inserite in altri alvei e con altre traiettorie; pertanto, con risultati necessariamente differenti perché differenti saranno le circostanze esperienziali; eppure…

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Can't Buy Me Love: blues, diatonismo e swing in 2 minuti

11/9/2025

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Nel gennaio del 1964 i Beatles iniziarono le registrazioni (a Parigi) di un altro dei loro clamorosi successi, coi quali riuscirono a conquistare il mercato USA: Can't Buy Me Love. Fu di quell’anno la loro trionfale tournée statunitense.
Erano nella prima fase della loro stupefacente carriera, ed è cosa risaputa di quanto all’inizio avessero per modello le canzoni che giungevano da quelle terre, pertanto R&R, R&B e Soul erano le declinazioni principali della loro musica.

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Musica e simmetria: una relazione controintuitiva

1/9/2025

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Che la musica abbia peculiari caratteristiche è cosa nota; in varie occasioni ho avuto modo di circostanziarle.
Questa volta vedremo - sinteticamente - la sua sorprendente inversione della proprietà della simmetria.
Specialmente a fronte dell’esperienza visiva (nelle più varie applicazioni geometriche), si dà per scontato che la simmetria doni stabilità, avendo insita accentuata proporzionalità e quindi intima armonia.
Tuttavia, per quanto riguarda la dimensione spaziale della musica ossia le assolute altezze frequenziali – gli intervalli tra le note – è esattamente il contrario.

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Il microfono "invisibile": il segreto timbrico della chitarra elettrica

21/8/2025

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Tutti immaginano che quando si parla o canta mediante un microfono il posizionamento di quest’ultimo sia importante per il suono finale.
Il microfono più o meno vicino e in asse alla bocca determinerà (più o meno) intensità e timbro (più o meno chiaro).
Pochissimi immaginano che una delle scelte fondamentali dei chitarristi elettrici è la selezione di quale microfono sarà attivo per quella precisa parte ritmica o riff o assolo che sia.

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Le quattro virtù del fraseggio: anatomia del suonare solistico

19/8/2025

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Agilità, melodicità, potenza e raffinatezza.
Queste (in ordine alfabetico) le caratteristiche che nel corso degli anni ho apprezzato di più dei solisti; non solo chitarristi, ma anche di pianisti, fiatisti ecc.
Ed essendo a mia volta uno strumentista, ho tentato di acquisirle e svilupparle più possibile. Pure perché, a ben pensarci, sono le caratteristiche fondamentali che eventualmente comprendono le altre.

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Assoli e riff: un duello spesso rimandato

18/7/2025

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In ordine sparso: Whole Lotta Love, Smoke On The Water, Money, Hells Bells, Aqualung, Purple Haze, Black Night, The Trooper, Black Dog, Voodoo Child (Slight Return), Iron Man, Money For Nothing, 21st Century Schizoid Man; si potrebbe continuare a lungo.
Cosa hanno in comune questi brani oltre a essere di genere Rock (più o meno duro) e di essere celebri (alcuni noti pure al grandissimo pubblico)?

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Grant Green: il chitarrista jazz che non amava suonare accordi

14/7/2025

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“Mi sono recentemente domandato, a proposito di Grant Green, come mai siano necessari almeno due album per fargli suonare due accordi. Scarsa propensione armonica? Visione per lo più melodica dello strumento?”
​
Così Alessio - mio vecchio amico - rendendomi partecipe del suo interesse verso questo chitarrista (attivo soprattutto negli anni Sessanta*), che ha avuto da noi una limitata notorietà.
Scarsa propensione armonica e visione per lo più melodica dello strumento ritengo siano risposte più che ragionevoli.

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Lamenti e fulmini: il suono inconfondibile di Michael Brecker

23/6/2025

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Michael Brecker, compositore e sassofonista (tenore), è tra i più importanti musicisti dell’ultimo trentennio del Novecento (e primissimo scorcio del XXI secolo); morì a 57 anni a causa di una malattia nel gennaio 2007.
Un jazzista che sin nei primi anni Settanta si era brillantemente ibridato col Jazz-Rock e la Fusion, generando dischi di notevole spessore.
È parecchio conosciuto anche dagli ascoltatori di Rock e dintorni giacché, sin da quegli anni, Brecker fu attivissimo come session man, suonando in tantissimi dischi della più eterogenea natura. Conosciuto e apprezzato specialmente per quelli dal vivo di Frank Zappa (Zappa in New York - 1978) e Joni Mitchell (Shadows and Light - 1980).

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Apriamo occhi, orecchie e... cervello: uno non vale uno

21/6/2025

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Chi può ritenersi immune dal fascino cosmico, cui possiamo esporci semplicemente alzando gli occhi al cielo in una notte senza nubi (magari fuori città)?
Penso pochissimi, e basta avere il dono della vista.
Questo, insieme con la passione letteraria (e cinematografica) della fantascienza che sin da piccolo mi avvinse, fece sì che da adolescente iniziai a interessarmi all’astronomia.
Pertanto da perfetto profano - quale sono rimasto - e similmente alla storia dell’arte figurativa (e agli scacchi), iniziai a leggere libri divulgativi sulla materia; ne ho ormai accumulati decine in casa, bramoso di comprendere qualcosa in più. 
Però mai ho compiuto studi selettivi e approfonditi, “tecnici” davvero. Dunque, similmente agli scacchi, all’architettura ecc., di astronomia ne so appena un po’ di più rispetto a quando ero adolescente.

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Anni '50: il Rinascimento della chitarra Jazz

15/6/2025

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A circa vent’anni decisi di tentare di andare oltre il chitarrismo rock.
Le linee melodiche, i solismi e le armonie nei brani di John Scofield, Larry Carlton, Robben Ford, Mike Stern e Scott Henderson m’intrigavano. Implacabilmente.
Dopo parecchio tempo speso in tentativi di capirci qualcosa per mezzo di scorciatoie, di schematizzazioni pronte all’uso, capii che quel che ascoltavo di loro (e i loro simili pure non chitarristi) non erano semplicemente sofisticazioni che si potevano copiare e brutalmente applicare, magari con qualche minima variazione.

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Monocordo e intervalli: tutti a lezione da Pitagora

12/6/2025

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Esercitatevi al monocordo! Pitagora lo avrebbe detto ai suoi discepoli sul letto di morte.
Loro lo fecero, ma poco gli è stato dato retta dopo: alcune conseguenze delle sue scoperte (e dei suoi discepoli), tanto semplici quanto importanti, non sono state sufficientemente tratte.
Pertanto faccio mia quell’antica esortazione per introdurre un breve viaggio: partiremo dalle sue greche origini fenomenologiche, radicate nel terreno dell’esperienza e della pratica musicale, per arrivare (mediante un elementare pensiero aritmetico e una rappresentazione grafica) alle operazioni tramite le quali scoprire gli storici e basilari vettori musicali.

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    Carlo Pasceri
    Chitarrista, compositore, insegnante di musica e scrittore.


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