È un'ipotesi, ma la sua immagine di fondo è potente: una stessa corda, vibrando in modi diversi, produce note diverse.
Ciò che in quella teoria è un'ipotesi sulla natura della materia è, sul manico di una chitarra, un'esperienza concreta e verificabile: la nota che si ascolta dipende da come una corda vibra, e le leggi della meccanica, dell'acustica e dell'elasticità sono lì, governate ogni giorno dall'orecchio e dalle dita di chi suona.
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