In estrema sintesi.
Nell’Antichità classica, dominata dall'ideale della proporzione e dall'inestricabile fusione di bellezza e bontà, Platone relega il brutto allo statuto di puro errore, disordine e privazione del bene.
Una prima apertura si registra nella Poetica di Aristotele, il quale intuisce che l’imitazione artistica (mimesi) può generare un piacere intellettuale anche davanti alla rappresentazione del ripugnante.
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