La Struttura Formale
A differenza della tradizionale forma "canzone" (AABA), tipica anche degli standard Jazz e caratterizzata da assoli che si sviluppano sulla medesima struttura , "Waiting" segue un percorso differente:
Basato su un riff di basso (di Dave Brown) di due battute che alterna solo le note Re e Sol (quest’ultima dispiegata in ottava bassa nella seconda misura)**.
- Intro e Coda: Basate sul riff di basso accompagnato da percussioni, batteria, organo e chitarra.
- Parte A (0’25’’): Presenta una frase pentatonica di quattro battute eseguita dall'organo di Gregg Rolie.
- Parte B (1’46’’): Quattro battute divise tra l'organo (note armonizzate: Re, Reb, Do, Sib) e le risposte della chitarra in scala pentatonica.
- Parte C (2’01’’): Sei battute in cui organo e chitarra dialogano per le prime quattro, per poi unirsi in un "coro" nelle ultime due.
- Ponte (2’58’’): Otto misure caratterizzate da una frase "cantabile" della chitarra. Nelle ultime quattro misure avviene una variazione armonica: il SOLm scende diatonicamente verso FA e MIb, con pure il ritmo che cambia del tutto (velocizzando un po' il tempo: 132 bpm).
- Parte D assolo di chitarra (3’13’’): Carlos Santana improvvisa sulla struttura variata del Ponte.
Va solo evidenziato il particolare groove di batteria (Mike Shrieve) che sottolinea il sincopato ritmo del riff: nell’Intro, Coda e per l’assolo di congas*** (José Areas a 2’13’’) unicamente con la cassa (e charleston), pertanto con essa convenzionalmente inizia sul primo movimento in battere; nelle altre parti inserisce un po’ di colpi, distribuendoli tra i vari elementi e cominciando inconsuetamente dal rullante.
Conclusioni: L'eredità di un "suono"
Questo pezzo afro-latino così tribale (insieme col resto del disco specialmente la celebratissima Soul Sacrifice) fu una novità che fece epoca, grandemente incisivo senza usare distorsioni****, con la sua strutturazione formale e parti specifiche inusuali (specialmente della ritmica); e queste innovazioni non lo furono solo per il fattore tempo, ossia che banalmente erano i primissimi anni del Rock e quindi avendo la “lavagna bianca” qualsiasi cosa facessero sarebbe risultata originale, ma rimasero così pure nelle decadi successive, evidenziando lo spessore di quelle soluzioni.
Ancora una volta troviamo che il Rock non è solo suoni più o meno sofisticati o aggressivi, cantate e assoli bluesy, può essere grande anche con tanta semplicità, purché davvero creativa.
* Santana quando accompagna alterna il SOLm col SOLsus4/6.
** L’ufficiale spartito pubblicato certifica che spesso è l’elemento tempo-ritmo che inganna pure i professionisti del settore anche in presenza di parti semplicissime, sancendo il riff (e conseguentemente tutto il ritmo portante di Waiting) come terzinato mentre è del tutto binario.
**** In particolare, la chitarra ha un suono pulito appena un po’ saturo per il solo finale, cosa di per sé piuttosto originale: i chitarristi stavano usando distorsioni sempre più pesanti.

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