Carlo Pasceri
  • HOME
  • BLOG
  • SHOP
  • BIOGRAFIA
  • DISCOGRAFIA
    • Curvatura 9
    • Cannibali Alchimie
    • No Gravity
    • Real Koob
    • Blue Challenge
  • PUBBLICAZIONI
    • Libri
    • Riviste musicali
    • Jazzitalia
  • DIDATTICA
    • Corso "Tecnica Audio"
    • Seminario "Percorsi Melodici"
  • STRUMENTAZIONE
  • MEDIA
    • Audio
    • Video
    • Foto
  • CONTATTI
Libro Eroi Elettrici

Popolo rock, una tribù di conservatori

22/3/2025

0 Commenti

 
Foto
Nel Rock il risultato è spesso superiore alla somma delle singole parti. È al contempo la sua forza e la sua debolezza.
Questione sovente non presa nella giusta considerazione, ancorché discretamente nota, almeno superficialmente.
E già, rispetto ad altri generi musicali, per vari ordini di motivi (che poi indagheremo), l’esito musicale dato dall’apporto dei singoli componenti dei gruppi risulta essere, soprattutto all’orecchio dell’appassionato, più moltiplicato che addizionato.
Di conseguenza, allorquando si verifica nei gruppi qualche sostituzione di persone, molte volte gli ascoltatori - che fino ad allora li hanno molto apprezzati - riscontrano variazioni musicali che poco accettano. Va da sé che il gruppo più è amato più subisce ciò.
​Come succede pure che gli ascoltatori, relativamente alle leadership in seno ai gruppi (solitamente almeno un paio), diano (per qualche loro motivo) assai più importanza a uno rispetto a un altro (o altri).
Pertanto, nel caso di sostituzioni (o comunque ritiro di qualcuno) scoppiano furibonde e sterili liti tra fan di questi gruppi, giudicando faziosamente molto migliori i dischi con questa o quell’altra persona a seconda dei casi. Basti pensare a quel che è accaduto (e accade) tra i fan dei Pink Floyd e dei Genesis...
D’altronde non di rado, quando succede ciò, se è vero che i gruppi perdono alcuni fan ne guadagnano altri cui garba di più il cambiamento.
In altri generi musicali questo accade molto meno; e più ci si allontana dal Rock meno accade… Perché?

Le cause principali sono due, intersecanti: una inerente al concetto quasi sociologico di gruppo, di aderenza a una famiglia-tribù; l’altra musicale, di forme e contenuti.
L’individuazione del “capo” cui riferirsi in seno a un gruppo, affezionarsi ecc. è banale: sarà chi canta (in subordine allo strumentista di gran lunga prevalente), il frontman (o girl).
Se sono due, ecco già in nuce l’aspetto cui gli appassionati si abbandonano spesso in modo irrazionale (perlomeno come presunte diversità musicali e valoriali assegnate) nel caso di allontanamento di uno dei due, con eventualmente a corredo considerazioni laterali (concernenti gli altri elementi del gruppo).
La causa musicale, che s’interseca con la precedente, è semplice: prevalgono gli aspetti connotativi, timbrici e formali*, sui contenuti.
Quindi l’individuale (unico) timbro vocale (che ogni persona ha) e la maniera di cantare (il come), i suoni adottati dai chitarristi (e dagli altri musicisti), il come delle esecuzioni** (e non il cosa), quante sezioni presenti e velocità.

Così si spiega pure la forza e la debolezza del Rock, di essere più della semplice somma delle singole parti; e si spiega da un lato la scarsa durata temporale di creatività dei gruppi mentre dall’altro l’enorme successo nel tempo allorquando in attività.
La forza e la debolezza sta nel fatto che l’ascoltatore è così sensibile ai suoni, forme, timbri e modalità espressive - così ricche (in quantità e varietà) nel Rock come in nessun altro genere – che l’apporto dei contenuti passa in secondo piano (anche perché poco decifrabili dall’ascoltatore), pertanto  il valore tecnico-creativo intrinseco del singolo strumentista conta meno di quali timbri e registri frequenziali sceglie e come li esegue, insomma, sono più importanti l’effetto timbrico-espressivo e le forme generali piuttosto di quali note e con quali ritmi - dando per acquisiti alcuni schemi base quali scale, accordi e ritmi invalsi in Occidente.

Quindi i gruppi sono poco inclini agli aspetti contenutistico-creativi (e men che mai allo studio per ampliare le potenzialità musicali come invece succede in altri generi***), concentrandosi molto su quelle caratteristiche più di impatto, ritagliandosi in tal senso peculiarità stilistiche molto identitarie, riconoscibili (anche perché assai reiterate nel corso degli anni).
D’altronde i loro ascoltatori vogliono ciò: sono tendenzialmente assai conservatori, mal tollerano grossi cambiamenti. Un po’ come accade nelle famiglie-tribù.
Evviva papà e mamma e fratelli e sorelle rock!


* La strutturazione degli avvicendamenti delle sezioni dei brani e le velocità metronomiche.
** Intese anche come dinamiche volumetriche.
*** Per esempio - al netto della Classica - nel Jazz, Fusion, Jazz-Rock e dintorni.
0 Commenti

Il tuo commento verrà pubblicato subito dopo essere stato approvato.


Lascia una Risposta.

    Immagine
    Carlo Pasceri
    Chitarrista, compositore, insegnante di musica e scrittore.


    Foto
    TEORIA MUSICALE
    Foto

    Archivio

    Gennaio 2026
    Dicembre 2025
    Novembre 2025
    Ottobre 2025
    Settembre 2025
    Agosto 2025
    Luglio 2025
    Giugno 2025
    Maggio 2025
    Aprile 2025
    Marzo 2025
    Febbraio 2025
    Gennaio 2025
    Dicembre 2024
    Novembre 2024
    Ottobre 2024
    Settembre 2024
    Agosto 2024
    Luglio 2024
    Giugno 2024
    Maggio 2024
    Aprile 2024
    Marzo 2024
    Febbraio 2024
    Gennaio 2024
    Dicembre 2023
    Novembre 2023
    Luglio 2023
    Maggio 2023
    Aprile 2023
    Marzo 2023
    Gennaio 2023
    Dicembre 2022
    Novembre 2022
    Ottobre 2022
    Settembre 2022
    Agosto 2022
    Dicembre 2021
    Maggio 2021
    Marzo 2021
    Settembre 2020
    Agosto 2020
    Luglio 2020
    Giugno 2020
    Maggio 2020
    Aprile 2020
    Marzo 2020
    Gennaio 2020
    Dicembre 2019
    Settembre 2019
    Luglio 2019
    Giugno 2019
    Maggio 2019
    Aprile 2019
    Marzo 2019
    Febbraio 2019
    Gennaio 2019
    Dicembre 2018
    Novembre 2018
    Ottobre 2018
    Settembre 2018
    Agosto 2018
    Luglio 2018
    Giugno 2018
    Maggio 2018
    Aprile 2018
    Marzo 2018
    Febbraio 2018
    Gennaio 2018
    Dicembre 2017
    Novembre 2017
    Ottobre 2017
    Settembre 2017
    Agosto 2017
    Luglio 2017
    Giugno 2017
    Maggio 2017
    Aprile 2017
    Marzo 2017
    Febbraio 2017
    Gennaio 2017
    Dicembre 2016
    Novembre 2016
    Ottobre 2016
    Agosto 2016
    Luglio 2016
    Giugno 2016
    Maggio 2016
    Aprile 2016
    Marzo 2016
    Febbraio 2016
    Gennaio 2016
    Dicembre 2015
    Novembre 2015
    Ottobre 2015
    Settembre 2015
    Giugno 2015
    Maggio 2015
    Aprile 2015
    Marzo 2015
    Febbraio 2015
    Gennaio 2015
    Dicembre 2014
    Novembre 2014
    Ottobre 2014
    Agosto 2014
    Luglio 2014
    Marzo 2014
    Febbraio 2014
    Settembre 2013
    Luglio 2013
    Maggio 2013
    Marzo 2013
    Febbraio 2013
    Gennaio 2013
    Dicembre 2012
    Novembre 2012
    Ottobre 2012
    Settembre 2012

    Feed RSS

    Categorie

    Tutti
    Afrobeat
    Analisi Musicale
    AOR
    Basso
    Batteria
    Blues
    Cantanti
    Cantautori
    Cd
    Chitarra
    Classica
    Colonna Sonora
    Critica
    Dischi Da Leggere
    Eroi Elettrici
    Folk
    Funk
    Fusion
    Hard Rock
    Heavy Metal
    HiFi
    Hip Hop
    Intelligenza Artificiale
    Jazz
    Jazz Rock
    Jazz-rock
    Krautrock
    Libri
    Libro
    New Age
    Pensieri
    Pianoforte
    Pop
    Progressive
    Punk
    Rap
    Recensione
    Rhythm And Blues
    Ritmo
    Rock
    Rock'n'roll
    Soul
    Storia Musicale
    Tecnica
    Tecnologia Musicale
    Tecnologie
    Teoria Musicale
    Vinile
    World Music

   Home   Blog   Biografia   Discografia    Shop   Didattica   Pubblicazioni    Strumentazione   Media   Contatti   

© Carlo Pasceri - E' vietata qualsiasi riproduzione anche parziale - Risoluzione minima 1024x768

designed by ALi

Basato su tecnologia Crea il tuo sito web unico con modelli personalizzabili.