Carlo Pasceri
  • HOME
  • BLOG
  • SHOP
  • BIOGRAFIA
  • DISCOGRAFIA
    • Curvatura 9
    • Cannibali Alchimie
    • No Gravity
    • Real Koob
    • Blue Challenge
  • PUBBLICAZIONI
    • Libri
    • Riviste musicali
    • Jazzitalia
  • DIDATTICA
    • Corso "Tecnica Audio"
    • Seminario "Percorsi Melodici"
  • STRUMENTAZIONE
  • MEDIA
    • Audio
    • Video
    • Foto
  • CONTATTI
Libro Eroi Elettrici

Lamenti e fulmini: il suono inconfondibile di Michael Brecker

23/6/2025

6 Commenti

 
Foto
Michael Brecker, compositore e sassofonista (tenore), è tra i più importanti musicisti dell’ultimo trentennio del Novecento (e primissimo scorcio del XXI secolo); morì a 57 anni a causa di una malattia nel gennaio 2007.
Un jazzista che sin nei primi anni Settanta si era brillantemente ibridato col Jazz-Rock e la Fusion, generando dischi di notevole spessore.
È parecchio conosciuto anche dagli ascoltatori di Rock e dintorni giacché, sin da quegli anni, Brecker fu attivissimo come session man, suonando in tantissimi dischi della più eterogenea natura. Conosciuto e apprezzato specialmente per quelli dal vivo di Frank Zappa (Zappa in New York - 1978) e Joni Mitchell (Shadows and Light - 1980).
​Per quanto mi riguarda ho sempre avuto un po’ di disagio con Michael Brecker, perché non corrisponde l’enorme stima che nutro per la sua maestria compositiva e magistero tecnico e teorico, col mio gusto per lui come sassofonista. Insomma - dopo il formidabile impatto delle prime volte che l'ascoltai - i suoi soli mai piaciuti più di tanto.
Ciò principalmente per due motivi: il suono – piccolo e talvolta “lamentoso”* – e la troppa schematicità nell’architettura dei soli - divisi tra linee assai rapide e aggressive e, appunto, “lamenti” nel registro medio-alto/alto.
Insistette tanto in questa scissione un po’ manichea, peraltro ripetendo assai alcuni suoi pattern; pertanto, a me risulta sempre troppo prevedibile (cosa che molti al contrario apprezzano); usò poco il fraseggio “medio”, per così dire. Ma anche per questo tra i più riconoscibili in assoluto.
​
Detto ciò, andiamo a conoscere meglio questo superbo musicista.
Come accennato i più lo conoscono mediante quei dischi di Zappa e Mitchell, ma lui fece sin da quel tempo cose più importanti. Innanzitutto, a metà dei Settanta col suo gruppo Brecker Brothers (co-leader con suo fratello Randy – altro eccellente musicista, trombettista e compositore), poi entrò negli Steps Ahead**, capitanati da Mike Mainieri: magnifico gruppo Fusion dei primi Ottanta nel quale militò per quattro anni (1983/’86) e tre dischi.
Comunque si fece conoscere all’alba dei Settanta coi Dreams, sorta di risposta ai Blood Sweat & Tears e Chicago: due buoni dischi al loro attivo (Dreams e Imagine My Surprise – 1970 e ‘71), cui erano presenti oltre a suo fratello Randy, John Abercrombie, Don Grolnick e Billy Cobham.

La sua carriera come leader fu avviata solo nel 1987, con l’omonimo disco, seguito nel 1988 da Don’t Try This at Home e nel 1990 da Now You See It… (Now You Don't). Tutti più jazzy sia rispetto a quelli con gli Steps Ahead sia soprattutto a quelli dei Brecker Brothers, molto funky.
Questi suoi primi tre dischi solisti sono imperdibili, un modernissimo Jazz ibridato elegantemente qua e là anche con suoni sinth (a quel tempo usava pure l’EWI, specie di Lyricon evoluto quindi un sintetizzatore controllato a fiato). Di livello stellare le personalità che collaborarono ai primi due dischi: Herbie Hancock, Pat Metheny, Jack DeJohnette, Mike Stern, Charlie Haden, Peter Erskine.
Ai primi tre ne seguirono altri cinque (più uno dal vivo), tutti di gran rango; nel frattempo, nel 1992, insieme col fratello rifondò i Brecker Brothers.
Pubblicarono due ottimi dischi: The Return Of The Brecker Brothers (‘92) e Out Of The Loop (‘94), Funk strumentale alla loro maniera aggiornato con l’elettronica.

Michael Brecker ha lasciato un segno indelebile, un sassofonista con cui i suoi coevi e successori hanno dovuto fare i conti, costretti a misurarsi con lui perché tra i più personali e influenti. Anche per il suo enorme e trasversale successo: in virtù delle sue estesissime collaborazioni sia nel mondo della “canzone” sia in quello della musica strumentale, perciò sia tra i fruitori rock sia tra gli “addetti ai lavori” (musicisti e giornalisti) della musica strumentale più moderna; e saperlo anche ottimo compositore ha ancor più accresciuto, giustamente, la stima nei suoi confronti.


* Non a caso anche il suono - il modo di suonare - di un altro storico sassofonista come Jan Garbarek mi piace poco: suono e modo di suonare sono, in questo caso specifico, particolarmente intrecciati: una cosa influenza l’altra.
​ 

** Prodromo di questo gruppo fu Steps, sempre con Brecker.
6 Commenti
Francesco
27/6/2025 12:08:28

Sono d'accordo su tutto quanto scritto riguardo produzioni, e discografie, tantissimi, non sono assolutamente d'accordo sul definire il suono d Brecker piccolo e non ricordo quale altra definizione, magari tutti i sassofonisti jazz di oggi avessero il suono, la varietà timbrica, la brillantissima tecnica utilizzando la difficile pratica dei suoni armonico, insomma per me è stato uno, tra i due o tre sassofonisti più importanti jazz mai esistiti

Rispondi
carlo pasceri
27/6/2025 15:42:43

Buongiorno Francesco, che Brecker abbia un suono piccolo, magro (o altro aggettivo sinonimo se si preferisce), non è un'opinione è un fatto che si può misurare scientificamente - ma dovrebbe bastare raffrontarlo a orecchio con altri tipo Sonny Rollins, tanto per capirci. Ciò non è un giudizio di valore; può anche tanto piacere così, o financo di più di altri, che hanno timbri più corposi.
Spesso ci piace così tanto il suonato di alcuni musicisti che ci innamoriamo anche dei timbri che hanno, è più che normale; ciò non toglie che quei timbri hanno peculiarità fisiche inoppugnabili.
Grazie per il commento, torna a trovarmi.

Rispondi
pasquale ametrano
4/12/2025 15:19:42

E' l'unico sassofonista che riesce a farmi commuovere per l'elevato "lirismo" di alcuni suoi soli memorabili (il livello più alto col solo "everyday i tank you" in 80/81 ein Travel di Pat Metheny e con Nascente in Nearness of You...il mio ovviamente è un parere soggettivo, non di fatto tra i miei sassofonisti preferiti compare anche Shorter, Gordon e Garbarek....

Rispondi
paolo
15/1/2026 20:55:32

Ho riflettuto molto sul suono di Brecker. Semplicemente non lo definirei piccolo. Si sente l'eredità coltraniana ma nessun definirebbe così Coltrane. Credo che in un periodo storico si sia scelto di ampliare il range dello strumento verso il registro acuto e tutto ne discende fisiologicamente. Sono cresciuto con il suono di Dexter ma Brecker ancora suggerisce delle chiavi di lettura nuove per il sax tenore

Rispondi
carlo pasceri
16/1/2026 08:19:40

Buongiorno Paolo e grazie per la tua stimolante riflessione.
Definire piccolo il suono di Brecker non è né un’opinione né un giudizio di valore (come ho risposto - più ampiamente - al commento di Francesco).
Vero che soprattutto Coltrane ha diffuso la tendenza a un timbro più acuto, oltre a indugiare nel registro più alto, tuttavia, benché in assoluto non certo enorme, il suo suono non è così magro come quello di Brecker.
Michael privilegia l’agilità, la rapidità esecutiva del fraseggio, e timbri più snelli favoriscono questa scelta estetica, come pure l’omogeneità dinamica: il suo timbro è anche piuttosto compresso.
(Comunque eredi di Coltrane che non hanno suoni né piccoli né compressi ce ne sono, compreso il tanto grande quanto misconosciuto (in Italia) John Klemmer, peraltro di grandissima velocità esecutiva.)

paolomark
15/1/2026 20:51:35

appassionato di jazz

Rispondi

Il tuo commento verrà pubblicato subito dopo essere stato approvato.


Lascia una Risposta.

    Immagine
    Carlo Pasceri
    Chitarrista, compositore, insegnante di musica e scrittore.


    Foto
    TEORIA MUSICALE
    Foto

    Archivio

    Gennaio 2026
    Dicembre 2025
    Novembre 2025
    Ottobre 2025
    Settembre 2025
    Agosto 2025
    Luglio 2025
    Giugno 2025
    Maggio 2025
    Aprile 2025
    Marzo 2025
    Febbraio 2025
    Gennaio 2025
    Dicembre 2024
    Novembre 2024
    Ottobre 2024
    Settembre 2024
    Agosto 2024
    Luglio 2024
    Giugno 2024
    Maggio 2024
    Aprile 2024
    Marzo 2024
    Febbraio 2024
    Gennaio 2024
    Dicembre 2023
    Novembre 2023
    Luglio 2023
    Maggio 2023
    Aprile 2023
    Marzo 2023
    Gennaio 2023
    Dicembre 2022
    Novembre 2022
    Ottobre 2022
    Settembre 2022
    Agosto 2022
    Dicembre 2021
    Maggio 2021
    Marzo 2021
    Settembre 2020
    Agosto 2020
    Luglio 2020
    Giugno 2020
    Maggio 2020
    Aprile 2020
    Marzo 2020
    Gennaio 2020
    Dicembre 2019
    Settembre 2019
    Luglio 2019
    Giugno 2019
    Maggio 2019
    Aprile 2019
    Marzo 2019
    Febbraio 2019
    Gennaio 2019
    Dicembre 2018
    Novembre 2018
    Ottobre 2018
    Settembre 2018
    Agosto 2018
    Luglio 2018
    Giugno 2018
    Maggio 2018
    Aprile 2018
    Marzo 2018
    Febbraio 2018
    Gennaio 2018
    Dicembre 2017
    Novembre 2017
    Ottobre 2017
    Settembre 2017
    Agosto 2017
    Luglio 2017
    Giugno 2017
    Maggio 2017
    Aprile 2017
    Marzo 2017
    Febbraio 2017
    Gennaio 2017
    Dicembre 2016
    Novembre 2016
    Ottobre 2016
    Agosto 2016
    Luglio 2016
    Giugno 2016
    Maggio 2016
    Aprile 2016
    Marzo 2016
    Febbraio 2016
    Gennaio 2016
    Dicembre 2015
    Novembre 2015
    Ottobre 2015
    Settembre 2015
    Giugno 2015
    Maggio 2015
    Aprile 2015
    Marzo 2015
    Febbraio 2015
    Gennaio 2015
    Dicembre 2014
    Novembre 2014
    Ottobre 2014
    Agosto 2014
    Luglio 2014
    Marzo 2014
    Febbraio 2014
    Settembre 2013
    Luglio 2013
    Maggio 2013
    Marzo 2013
    Febbraio 2013
    Gennaio 2013
    Dicembre 2012
    Novembre 2012
    Ottobre 2012
    Settembre 2012

    Feed RSS

    Categorie

    Tutti
    Afrobeat
    Analisi Musicale
    AOR
    Basso
    Batteria
    Blues
    Cantanti
    Cantautori
    Cd
    Chitarra
    Classica
    Colonna Sonora
    Critica
    Dischi Da Leggere
    Eroi Elettrici
    Folk
    Funk
    Fusion
    Hard Rock
    Heavy Metal
    HiFi
    Hip Hop
    Intelligenza Artificiale
    Jazz
    Jazz Rock
    Jazz-rock
    Krautrock
    Libri
    Libro
    New Age
    Pensieri
    Pianoforte
    Pop
    Progressive
    Punk
    Rap
    Recensione
    Rhythm And Blues
    Ritmo
    Rock
    Rock'n'roll
    Soul
    Storia Musicale
    Tecnica
    Tecnologia Musicale
    Tecnologie
    Teoria Musicale
    Vinile
    World Music

   Home   Blog   Biografia   Discografia    Shop   Didattica   Pubblicazioni    Strumentazione   Media   Contatti   

© Carlo Pasceri - E' vietata qualsiasi riproduzione anche parziale - Risoluzione minima 1024x768

designed by ALi

Basato su tecnologia Crea il tuo sito web unico con modelli personalizzabili.