Più volte ho scritto che tale situazione dipende soprattutto dalla scarsa intraprendenza dei musicisti nella ricerca, e mancanza di coraggio di sviluppare e proporre nuove idee; un percorso spesso faticoso e rischioso. Molti, troppi — inclusi gli stessi musicisti — sostengono l'idea sciocca che "la musica è finita".
Un esempio di originalità possibile
Senza addentrarmi in approfondimenti teorici - con un brevissimo esempio melodico - spero si possa comprendere che è possibile creare qualcosa di nuovo rimanendo in un alveo di relativa semplicità.
Nonostante all'ascolto risulti piuttosto semplice, le note non appartengono a nessuna delle scale comunemente utilizzate. (Pertanto, piaccia o no - lo si noti o no, questa linea è significativamente peculiare.)
- Originalità strutturale: La linea melodica non è desumibile da scale diatonico-modali (maggiori/minori, minori armoniche e minori melodiche), né da pentatoniche, cromatica, bebop, diminuite ed esatonali.
- Semplicità: Affinché possa nettamente emergere la natura degli intervalli tra le note, non è presente alcun arpeggio e non viene impiegato alcun ritmo o metro particolare che la caratterizzi; lo svolgimento è elementare.
L'armonia oltre gli schemi
Anche gli accordi, derivati direttamente dalla melodia, possono essere assai semplici.
Ecco una possibile progressione: MIm – SOL#m – MIm – DOm(add9).
Tuttavia, se i singoli accordi scelti sono banali non lo è affatto la loro concatenazione. La successione armonica non rientra affatto nelle cadenze o negli schemi abituali.
Tutto ciò è solo una delle innumerevoli possibilità.
Le potenzialità della musica sono pressoché inesauribili: la musica non è finita, è la volontà di cercare e il coraggio di proporre che (nella stragrande maggioranza dei casi) si palesano esauriti.



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