È tra i brani che ancora oggi amo di più, sin da quando ero ragazzino.
Forse proprio per questo mi è rimasto impresso; e racchiude due caratteristiche fondamentali che mi hanno sempre affascinato — modalità e densità di cromatismi*.
James Bond Theme è così famoso che la sequenza accordale iniziale, con il saliscendi cromatico delle note Si–Do–Do#–Do–(Si), ha originato un’espressione entrata nel gergo musicale: movimenti “alla James Bond”**, anche quando non precisamente in quella maniera (o persino anteriori al ’62).
Un’altra peculiarità è la presenza di una chitarra elettrica all’interno di una big band. Il suo ritmo incalzante - con suono super distorto - anticipa soluzioni che ritroveremo nell’Hard Rock e nel Metal***.
Non è difficile cogliere un’analogia tra questa parte e il celebre riff accordale (a 22’’) di una canzone di successo planetario: Billie Jean.
La forma è elementare:
Intro – A – B – stacco – Intro – A – B – stacco – Intro – Coda.
Dopo l’Intro, basata sull’accordo di MI minore e sulla parte di chitarra**** con ritmo “dritto”, segue (a 42’’) la sezione A con il celebre tema, mentre il ritmo cambia in terzinato shuffle.
La melodia è ricca di cromatismi (anche nelle risposte nei registri bassi).
Dopo quattro esposizioni, arriva la sezione B (1’09’’), che riprende il movimento di note iniziale della chitarra (variandone le durate), però mantenendo il terzinato.
Si giunge così all’acme tensivo (1’15’’) con uno stacco che introduce l’accordo DO#Ø e la risposta del Si basso, risolvendo poi nel MI minore iniziale.
Da qui (1’19’’) il brano riparte come all’inizio, replicando la struttura.
A 2’33’’ torna l’Intro, che precede la Coda (2’50’’), thrilling e famosissima: una serie di inquietudini cromatiche edificate su tre armonie ascendenti, con logica piramidale, basate sulla triade di MIm (Mi–Sol–Si).
La quarta esposizione replica la prima ma innalzata di un’ottava, per aumentare la tensione, che si chiude col celebre accordo finale di chitarra: non risolutivo, instabile, lasciando un’irrisolta tensione nell’aria*****.
Sono stato fortunato: da ragazzino mi appassionai a un brano al quale sono rimasto molto affezionato.
E per il quale, una volta tanto, si può usare a ragione quel termine ormai abusato e consumato:
Capolavoro.
* Nel Sistema Temperato è il più piccolo movimento musicale tra le note, quello che corrisponde alla sequenza dei tasti bianchi e neri del pianoforte.
** Tra gli esempi noti ai cultori rock c’è l’arpeggio di chitarra di The Court Of The Crimson King dei King Crimson.
*** Il segmento conclusivo (da 18’’ a 19’’) effettua un rapido e lungo cromatismo da Sol a Re (con Mib–Re innalzate di un’ottava).
**** Secondo l’autore, fu ispirata da una sua vecchia canzone intitolata Bad Sign, Good Sign.
***** L'accordo non è esattamente quello riferito da molti ossia il MImM7/9, pur derivante da questo (che è l'armonia basica modale del brano), fu scelta una meno convenzionale, più moderna e abrasiva, disposizione di note (diffusamente chiamata "rivolto"), che usa la corda a vuoto Sol e omette fondamentale e quinta.

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