Carlo Pasceri
  • HOME
  • BLOG
  • SHOP
  • BIOGRAFIA
  • DISCOGRAFIA
    • Curvatura 9
    • Cannibali Alchimie
    • No Gravity
    • Real Koob
    • Blue Challenge
  • PUBBLICAZIONI
    • Libri
    • Riviste musicali
    • Jazzitalia
  • DIDATTICA
    • Corso "Tecnica Audio"
    • Seminario "Percorsi Melodici"
  • STRUMENTAZIONE
  • MEDIA
    • Audio
    • Video
    • Foto
  • CONTATTI
Libro Eroi Elettrici

IA e musica: un nuovo Medioevo digitale?

11/11/2025

0 Commenti

 
Foto
Se non è già stato pubblicato, lo sarà presumibilmente a breve: l’artista virtuale creato dall’Intelligenza Artificiale.
Nel frattempo, abbiamo già numerosi esempi di emulazioni, spesso diffuse come presunti “lost tapes” di qualche celebre musicista o gruppo.
Per ora – novembre 2025 – è ancora relativamente facile individuare le patacche.
Per quanto siano ben fatte e dunque piuttosto credibili, a un ascolto più attento le approssimazioni risultano grossolane. Per ora.
Divertimento o declino dell’Umanesimo?
Per molti questa deriva dell’IA può risultare divertente, per altri molto meno.
C’è chi la vede come una nuova forma di intrattenimento e chi, invece, come un inquietante segno del declino dell’Umanesimo — almeno nella sua forma più diretta ed essenziale.
Quando le emulazioni diventeranno meno grossolane, potrebbero esser spacciate con credibilità per autentici “lost tapes”.
Questa estrema forma contemporanea di postmodernismo, tuttavia, merita una riflessione più profonda.
​
Guardare al passato per creare il futuro
​Abbiamo sempre guardato al passato per comprendere e costruire il futuro, traendo ispirazione da ciò che è stato per generare nuove sintesi creative e innovazioni significative.
È naturale e ragionevole: ciò che abbiamo già fatto rappresenta la base da cui sviluppare ulteriore originalità.
Così, avendo costruito macchine come l’Intelligenza Artificiale, tendiamo a fornirle il nostro intero patrimonio di conoscenze — o una selezione mirata per ottenere un determinato “stile” — e ad attendere, comodi, il suo rapido esito.
E forse non è lontano il giorno in cui l’IA sarà così ben addestrata da ingannare anche gli specialisti dei vari settori in cui si troverà a operare.
​Le continue torsioni all’indietro, i rimandi al passato tanto ammiccanti quanto sterili, ci sono sempre stati - e li ho sempre mal tollerati.
Grande, dunque, il mio disappunto per queste derive ormai invalse. Tuttavia, a bilanciare ciò, vi sono sempre state considerevoli aree creative, punte d’avanguardia e valide sperimentazioni.
Oggi, con l’IA, viviamo un periodo di transizione che — come tutte le transizioni — è importante e merita attenzione.
Forse, come nel Medioevo, assisteremo a un decentramento dell’Uomo a favore di un’entità (pseudo) divina, delegando a lei le nostre scelte e appiattendoci nella moltitudine.
​
Dalle origini della "nostra" musica al predominio dell’individuo
​L’alba della musica occidentale fu religiosa: per secoli il canto gregoriano rimase monodico, tutti cantavano le stesse note.
Solo lentamente si sviluppò una liturgia più articolata, con qualche prudente armonizzazione melodica.
Si giunse poi al fiorire della polifonia, con il culmine contrappuntistico del XV secolo: la fine del Medioevo e l’inizio del Rinascimento umanistico, in cui l’uomo era al centro.
Si affermò anche la musica profana, con la monodia accompagnata, che permise a un singolo di diventare protagonista.
Nel Barocco (XVII secolo) approdammo all’Opera — parallela all’Oratorio ecclesiale —, al melodramma, all’apoteosi del canto del singolo (o dello strumento solista) accompagnato da un’intera orchestra.
Nel secolo successivo (XVIII) questa concezione si consolidò, pur mantenendo alcuni richiami alla polifonia tardo-medievale (che defluì anche nell'ibridazione sinfonica).
L’Ottocento romantico confermò la centralità dell’uomo, con le sue potenti emozioni e passioni.
Il Novecento, pur segnato dall’innovazione “iperdemocratica” della Dodecafonia e del Serialismo, esaltò l’individualismo grazie ai fondamentali innesti afroamericani del Blues e del Jazz — forme musicali orientate al solismo — fino al trionfo della canzone pop; ancora monodia accompagnata.
Tutt'oggi domina la canzone, così come la Trap, che in fondo è la stessa cosa: una conferma dell’Umanesimo quattrocentesco.

E domani?
Se la musica generata dall’IA dovesse prevalere — indipendentemente dal suo essere monodica o polifonica — assisteremmo non tanto a un decentramento dell’individuo quanto alla sua eliminazione come partecipe diretto.
Si vedrà.
In ogni caso, qualora ciò dovesse accadere, sono propenso a credere che prima o poi emergerà un riequilibrio, una spinta compensativa.
Finora, in ogni campo, è sempre andata così.
Non abbattiamoci.
0 Commenti

Il tuo commento verrà pubblicato subito dopo essere stato approvato.


Lascia una Risposta.

    Immagine
    Carlo Pasceri
    Chitarrista, compositore, insegnante di musica e scrittore.


    Foto
    TEORIA MUSICALE
    Foto

    Archivio

    Dicembre 2025
    Novembre 2025
    Ottobre 2025
    Settembre 2025
    Agosto 2025
    Luglio 2025
    Giugno 2025
    Maggio 2025
    Aprile 2025
    Marzo 2025
    Febbraio 2025
    Gennaio 2025
    Dicembre 2024
    Novembre 2024
    Ottobre 2024
    Settembre 2024
    Agosto 2024
    Luglio 2024
    Giugno 2024
    Maggio 2024
    Aprile 2024
    Marzo 2024
    Febbraio 2024
    Gennaio 2024
    Dicembre 2023
    Novembre 2023
    Luglio 2023
    Maggio 2023
    Aprile 2023
    Marzo 2023
    Gennaio 2023
    Dicembre 2022
    Novembre 2022
    Ottobre 2022
    Settembre 2022
    Agosto 2022
    Dicembre 2021
    Maggio 2021
    Marzo 2021
    Settembre 2020
    Agosto 2020
    Luglio 2020
    Giugno 2020
    Maggio 2020
    Aprile 2020
    Marzo 2020
    Gennaio 2020
    Dicembre 2019
    Settembre 2019
    Luglio 2019
    Giugno 2019
    Maggio 2019
    Aprile 2019
    Marzo 2019
    Febbraio 2019
    Gennaio 2019
    Dicembre 2018
    Novembre 2018
    Ottobre 2018
    Settembre 2018
    Agosto 2018
    Luglio 2018
    Giugno 2018
    Maggio 2018
    Aprile 2018
    Marzo 2018
    Febbraio 2018
    Gennaio 2018
    Dicembre 2017
    Novembre 2017
    Ottobre 2017
    Settembre 2017
    Agosto 2017
    Luglio 2017
    Giugno 2017
    Maggio 2017
    Aprile 2017
    Marzo 2017
    Febbraio 2017
    Gennaio 2017
    Dicembre 2016
    Novembre 2016
    Ottobre 2016
    Agosto 2016
    Luglio 2016
    Giugno 2016
    Maggio 2016
    Aprile 2016
    Marzo 2016
    Febbraio 2016
    Gennaio 2016
    Dicembre 2015
    Novembre 2015
    Ottobre 2015
    Settembre 2015
    Giugno 2015
    Maggio 2015
    Aprile 2015
    Marzo 2015
    Febbraio 2015
    Gennaio 2015
    Dicembre 2014
    Novembre 2014
    Ottobre 2014
    Agosto 2014
    Luglio 2014
    Marzo 2014
    Febbraio 2014
    Settembre 2013
    Luglio 2013
    Maggio 2013
    Marzo 2013
    Febbraio 2013
    Gennaio 2013
    Dicembre 2012
    Novembre 2012
    Ottobre 2012
    Settembre 2012

    RSS Feed

    Categorie

    All
    Afrobeat
    Analisi Musicale
    AOR
    Basso
    Batteria
    Blues
    Cantanti
    Cantautori
    Cd
    Chitarra
    Classica
    Critica
    Dischi Da Leggere
    Eroi Elettrici
    Folk
    Funk
    Fusion
    Hard Rock
    Heavy Metal
    HiFi
    Hip Hop
    Intelligenza Artificiale
    Jazz
    Jazz Rock
    Jazz-rock
    Krautrock
    Libri
    Libro
    New Age
    Pensieri
    Pianoforte
    Pop
    Progressive
    Punk
    Rap
    Recensione
    Rhythm And Blues
    Ritmo
    Rock
    Rock'n'roll
    Soul
    Storia Musicale
    Tecnica
    Tecnologia Musicale
    Tecnologie
    Teoria Musicale
    Vinile
    World Music

   Home   Blog   Biografia   Discografia    Shop   Didattica   Pubblicazioni    Strumentazione   Media   Contatti   

© Carlo Pasceri - E' vietata qualsiasi riproduzione anche parziale - Risoluzione minima 1024x768

designed by ALi

Basato su tecnologia Crea il tuo sito web unico con modelli personalizzabili.