Carlo Pasceri
  • HOME
  • BLOG
  • SHOP
  • BIOGRAFIA
  • DISCOGRAFIA
    • Curvatura 9
    • Cannibali Alchimie
    • No Gravity
    • Real Koob
    • Blue Challenge
  • PUBBLICAZIONI
    • Libri
    • Riviste musicali
    • Jazzitalia
  • DIDATTICA
    • Corso "Tecnica Audio"
    • Seminario "Percorsi Melodici"
  • STRUMENTAZIONE
  • MEDIA
    • Audio
    • Video
    • Foto
  • CONTATTI
Libro Eroi Elettrici

Gottshalk: il ponte tra Chopin e il Jazz

21/11/2025

0 Commenti

 
Foto
​​Che la mescolanza generi innovazione è un dato di fatto; in musica ne troviamo importanti tracce sin dall’alto Medioevo, addirittura nelle categorie di musica sacra e profana, che si influenzarono e svilupparono reciprocamente*.
Venendo al nostro tempo, la mescolanza più importante è tra la musica classica-europea e quella afroamericana, che pervenne alle conseguenze novecentesche col Ragtime, Boogie-woogie, Blues, Jazz, Rock, Funk ecc.
Le radici più nette ed esplicite si rinvengono nell’Ottocento, e tra i protagonisti più notevoli in assoluto c’è lo Chopin americano: Louis Moreau Gottschalk.
Guarda caso con ascendenze affatto miste (ebree-inglesi-creole) e nato a New Orleans nel 1829. Fu un pianista (e autore) prodigio, famosissimo in patria, ebbe successo anche in Europa, in cui si recò sin da adolescente per studiare musica e suonare.
“Chopin americano” (ma anche Liszt) perché - al netto dei complimenti che si narra ricevette proprio dal nume polacco (e da quello ungherese) - Gottschalk mescolò la musica classica con quella popolare delle sue plurali terre centro-americane.
Il suo successo lo deve anche perché alcune sue composizioni - oltre a fondere linguaggi e culture musicali diverse - avevano un simultaneo doppio carattere: melodie-filastrocche e virtuosismo pianistico.
Differentemente dal romantico Chopin, che prediligeva l’introversione poetica, Gottschalk (più vicino alle trascendentali tecniche lisztiane) era brioso con le sue “danze”, esibiva l’estroversione tipica dei suoi modelli etnici. (Eccezione fu il successo The Last Hope.)
Le Bananier (1846 - non ancora diciassettenne) fu il suo primo brano famoso; ha motivi melodici semplicissimi e reiterati, con ritmiche inusitate nella musica classica, insieme a passaggi velocissimi.
Un manifesto delle caratteristiche presenti nelle musiche che ancora oggi (da decenni) ammaliano moltissimo pubblico. Gottschalk un grandioso intrattenitore nel senso più nobile del termine: cliché eseguiti in modo stupefacente ma con alcune strutturali innovazioni.
In The Banjo va da sé che mira all’evocazione del famoso strumento a corde (negli USA particolarmente in voga proprio da metà Ottocento). Oltre alla straordinaria scrittura ed esecuzione, fenomenale la propulsione ritmica protoswing che preconizza quella jazz nata proprio a New Orleans. 
Pasquinade, dopo l’introduzione, una specie di gavotta che da metà in poi sale di quota, innestando sempre più elementi anticipatori ragtime e cakewalk tramite pure virtuosistici ornamenti.  
Souvenir de Porto Rico col suo crescendo processionale, dal ritmo di marcia - in accumulo di variazioni e note in continue sovrapposizioni - a quello sexy di habanera, che da metà brano in poi s’impone, per rilasciare successivamente la tensione fino a placarsi del tutto.  
Al termine di questa rapidissima carrellata Ojos Criollos, tanto breve quanto significativo nella sua fenomenale sintesi: mediando col ritmo di contradanza caraibica (ancora precorre cakewalk e ragtime – che si rinviene specialmente nel tradizionale At A Georgia Camp Meeting), l’intelaiatura di armonia e melodia diatonico-classica estremamente semplice, è interpolata da una cadenza melodica che predice quelle ragtime/jazz-bluesy (la prima a 10’’).
Dunque Gottschalk è tra i principali pionieri di quella scuola americana di fusione tra l’erudizione della Classica e la fisicità delle danze e melodie etniche. Ciò successivamente si è sviluppato col Ragtime, Blues e Jazz mediante Scott Joplin e Jelly Roll Morton (solo per citarne due), e, facendo l’enorme salto alla contemporaneità, Michel Camilo, infondendo nuova e vitale linfa alla musica occidentale del Novecento e oltre.
 
* Spiritual e Gospel sono le moderne incarnazioni afroamericane (bluesy) del medievale canto sacro cristiano con le sue antifone, responsori e melismi strutturali (tropi e sequenze).
0 Commenti

Il tuo commento verrà pubblicato subito dopo essere stato approvato.


Lascia una Risposta.

    Immagine
    Carlo Pasceri
    Chitarrista, compositore, insegnante di musica e scrittore.


    Foto
    TEORIA MUSICALE
    Foto

    Archivio

    Dicembre 2025
    Novembre 2025
    Ottobre 2025
    Settembre 2025
    Agosto 2025
    Luglio 2025
    Giugno 2025
    Maggio 2025
    Aprile 2025
    Marzo 2025
    Febbraio 2025
    Gennaio 2025
    Dicembre 2024
    Novembre 2024
    Ottobre 2024
    Settembre 2024
    Agosto 2024
    Luglio 2024
    Giugno 2024
    Maggio 2024
    Aprile 2024
    Marzo 2024
    Febbraio 2024
    Gennaio 2024
    Dicembre 2023
    Novembre 2023
    Luglio 2023
    Maggio 2023
    Aprile 2023
    Marzo 2023
    Gennaio 2023
    Dicembre 2022
    Novembre 2022
    Ottobre 2022
    Settembre 2022
    Agosto 2022
    Dicembre 2021
    Maggio 2021
    Marzo 2021
    Settembre 2020
    Agosto 2020
    Luglio 2020
    Giugno 2020
    Maggio 2020
    Aprile 2020
    Marzo 2020
    Gennaio 2020
    Dicembre 2019
    Settembre 2019
    Luglio 2019
    Giugno 2019
    Maggio 2019
    Aprile 2019
    Marzo 2019
    Febbraio 2019
    Gennaio 2019
    Dicembre 2018
    Novembre 2018
    Ottobre 2018
    Settembre 2018
    Agosto 2018
    Luglio 2018
    Giugno 2018
    Maggio 2018
    Aprile 2018
    Marzo 2018
    Febbraio 2018
    Gennaio 2018
    Dicembre 2017
    Novembre 2017
    Ottobre 2017
    Settembre 2017
    Agosto 2017
    Luglio 2017
    Giugno 2017
    Maggio 2017
    Aprile 2017
    Marzo 2017
    Febbraio 2017
    Gennaio 2017
    Dicembre 2016
    Novembre 2016
    Ottobre 2016
    Agosto 2016
    Luglio 2016
    Giugno 2016
    Maggio 2016
    Aprile 2016
    Marzo 2016
    Febbraio 2016
    Gennaio 2016
    Dicembre 2015
    Novembre 2015
    Ottobre 2015
    Settembre 2015
    Giugno 2015
    Maggio 2015
    Aprile 2015
    Marzo 2015
    Febbraio 2015
    Gennaio 2015
    Dicembre 2014
    Novembre 2014
    Ottobre 2014
    Agosto 2014
    Luglio 2014
    Marzo 2014
    Febbraio 2014
    Settembre 2013
    Luglio 2013
    Maggio 2013
    Marzo 2013
    Febbraio 2013
    Gennaio 2013
    Dicembre 2012
    Novembre 2012
    Ottobre 2012
    Settembre 2012

    RSS Feed

    Categorie

    All
    Afrobeat
    Analisi Musicale
    AOR
    Basso
    Batteria
    Blues
    Cantanti
    Cantautori
    Cd
    Chitarra
    Classica
    Critica
    Dischi Da Leggere
    Eroi Elettrici
    Folk
    Funk
    Fusion
    Hard Rock
    Heavy Metal
    HiFi
    Hip Hop
    Intelligenza Artificiale
    Jazz
    Jazz Rock
    Jazz-rock
    Krautrock
    Libri
    Libro
    New Age
    Pensieri
    Pianoforte
    Pop
    Progressive
    Punk
    Rap
    Recensione
    Rhythm And Blues
    Ritmo
    Rock
    Rock'n'roll
    Soul
    Storia Musicale
    Tecnica
    Tecnologia Musicale
    Tecnologie
    Teoria Musicale
    Vinile
    World Music

   Home   Blog   Biografia   Discografia    Shop   Didattica   Pubblicazioni    Strumentazione   Media   Contatti   

© Carlo Pasceri - E' vietata qualsiasi riproduzione anche parziale - Risoluzione minima 1024x768

designed by ALi

Basato su tecnologia Crea il tuo sito web unico con modelli personalizzabili.