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"Friends": quando i Led Zeppelin reinventarono l'Oriente

15/7/2026

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I Led Zeppelin, a differenza dei pur eccellenti Deep Purple e Black Sabbath, affiancarono alla durezza, alla pesantezza e alla "metallicità" del loro rock una costante esplorazione di altre dimensioni espressive, conferendo al proprio mondo musicale un'ampiezza e una varietà difficilmente riscontrabili nei protagonisti del rock più aggressivo dell’epoca.
E fu con il terzo album, pubblicato nel 1970, che resero pienamente evidente questa tendenza alla poliedricità. Friends, seconda traccia del disco, ne rappresenta uno degli esempi più rilevanti, andando ben oltre il folk raga-rock
È risaputo che, prima di loro, molti artisti avevano già impregnato le proprie composizioni modali di "spezie" orientali, privilegiando soprattutto la mistica indiana.
Per citarne solo alcuni: Donovan, Bert Jansch, The Incredible String Band, fino alle "esasperazioni" strumentali di Dick Dale e Gábor Szabó.
Al di là del fatto che nessuno di loro avrebbe poi sviluppato la propria musica con l'aggressività tipica di quella che stava imponendosi in quegli anni, i Led Zeppelin, come dimostra Friends, non si limitarono ad assimilare elementi della tradizione indiana, ma li rielaborarono entro un’estetica originale, distinguendosi nettamente anche nel loro peculiare modo di "indianeggiare”*.
L'attacco dell'introduzione** richiama quello di Carry On dei CSN&Y, ma dopo pochi istanti (32") compare un'inserzione in 11/8: Do - Mib (crescente) - Re - Fa - Mi - Sol - Solb.
​
Già in questo breve passaggio compaiono alcune caratteristiche inconsuete: ben sette note concentrate nell'ambito ristretto di una quinta (tre toni e mezzo)***. Inoltre, convivono la terza minore e la terza maggiore, insieme al tritono - già presente fin dall'attacco - a differenza di quanto avviene in Carry On.
Con l'ingresso del canto di Robert Plant entra anche una piccola sezione d'archi (organizzata da John Paul Jones, ricalcando la parte che suona al basso) che, mentre la chitarra insiste sull'accordo di DO, disegna una linea melodica decisamente riconducibile ai raga indiani.
La scala impiegata è: Do - Reb - Mi - Fa♯- Sol - La - Si. Si tratta di una scala Lidia con la seconda minore, corrispondente al 53° raga del sistema Melakarta della musica classica carnatica: il Gamanashrama.
Su questo tessuto sonoro Plant si sovrappone con una linea vocale costruita su sei delle sette note della scala Misolidia: è esclusa la seconda.

Le sezioni del brano sono essenzialmente queste e si ripetono nel corso della composizione, con minime variazioni, concentrate soprattutto nell'interpretazione vocale, che Plant modella con una marcata inflessione blues.
I materiali compositivi sono dunque pochi ma bastano ai Led Zeppelin per caratterizzarsi nettamente.
Non è soltanto una questione di interpretazione o di timbro sonoro; al contrario, essi rinunciano ai tipici strumenti indiani, senza così ricorrere ai facili espedienti dell'esotismo sonoro.
​La loro originalità risiede piuttosto nel modo in cui elementi di provenienza diversa vengono sovrapposti e integrati, fino a sintetizzarsi in un linguaggio personale e perfettamente riconoscibile.

Infatti - distante dal tradizionale carattere contemplativo e dalla sospensione meditativa tipici dei brani indiani o "indianeggianti" - Friends si distingue per un clima cupo, energico e persino inquietante.
È proprio questa assimilazione di materiali musicali d'ascendenza orientale, rifusi entro l'estetica inconfondibile dei Led Zeppelin, a costituire uno degli aspetti più significativi del brano.
Friends anticipa alcuni sviluppi che troveranno ulteriore compimento in Four Sticks e, soprattutto, nel celeberrimo Kashmir.
 

* Black Mountain Side, del primo album (1969), rappresenta un primo abbozzo di quella sensibilità orientaleggiante che Jimmy Page avrebbe sviluppato con maggiore compiutezza negli anni successivi.

** Page adotta una particolare accordatura sulla sua chitarra acustica; John Bohnam suona delle congas.

*** Giova rammentare che una normale scala diatonica ne ha 7 (un pentatonica 5) quasi nel doppio dello spazio.
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    Carlo Pasceri
    Chitarrista, compositore, insegnante di musica e scrittore.


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