Non conosco le precise cause che generano tali effetti, ma è evidente che ogni nostra occupazione — dal lavoro allo sport — può avere in tal senso una valenza terapeutica.
È un atto semplicissimo ma straordinariamente potente, simile a un esorcismo interiore: ci permette di confrontarci direttamente con quello che ci turba, di esplorarlo e affrontarlo.
Forse è merito del semplice sfogo, o dell'illusione di trovare soluzioni - anche solo parziali - ai nostri dilemmi. Quel che so è che, almeno per me, comporre musica e suonare (in solitudine) genera lo stesso effetto.
Scrittura e musica sono forme di "attiva solitudine".
Si distinguono dal parlato perché quest’ultimo è spesso una reazione a sollecitazioni esterne, un’urgenza pratica che si attua nella relazione con gli altri.
Al contrario, la scrittura e la musica consentono un dialogo intimo con se stessi, creando un distacco dalla mutevolezza delle interazioni col mondo. Sovente le nostre tensioni derivano da parole pronunciate o azioni subite.
Scrivere diviene allora un atto di liberazione e perpetuità; non è un’interazione fluida e momentanea come quella del dialogo, ma un’univoca indagine profonda volta a scoprire e fissare qualche segreto e, solo eventualmente, a comunicarlo.
È durante il processo di scrittura o composizione che emergono le risposte: gli enigmi si sciolgono e le soluzioni prendono forma, permettendoci di comprendere le ossessioni che ci abitano, esternandole attraverso la cristallizzazione del nostro percorso emotivo e intellettuale in un testo o in un pezzo musicale.
L’impatto che il risultato avrà sugli altri è perlopiù imprevedibile e, per l’autore sincero e lontano dalla vanità, pressoché irrilevante.
Non è raro che testi o pezzi musicali restino privati: il potere benefico non dipende dalla loro diffusione, ma risiede nel processo stesso della loro produzione, nell'origine emozionale, spirituale e intellettuale che dà loro vita.
Per me è proprio così.
Da ragazzo, nei primissimi anni della mia passione musicale, vivevo questo fenomeno con intensità; col tempo ciò si affievolì, per poi tornare con forza crescente.
Da molti anni tutti i giorni e per parecchie ore compongo e suono cose che quasi sempre rimangono private, lo faccio dunque principalmente per un’esigenza personale.
Penso (e spero) che per molte persone sia lo stesso — professionisti, dilettanti, musicisti e non — perché questo è un modo bellissimo di vivere la musica e il mondo.

Feed RSS