Cosa hanno in comune questi brani oltre a essere di genere Rock (più o meno duro) e di essere celebri (alcuni noti pure al grandissimo pubblico)?
E già, proprio così, ed è strano, dovrebbe esser la cosa più epica suonare “contro” il riff, il massimo del pathos, in una sorta di eroico combattimento il solista si erge…e invece sovente la variante del pezzo arriva proprio per il solo, come si volesse evitare il confronto con la struttura più imponente del brano.
Peraltro, spesso i riff rock più incisivi sono piuttosto scalari e quindi hanno una minore connotazione armonica; pertanto, dovrebbero essere i più stimolanti per fungere da base per un solo: il musicista si dovrebbe sentir più libero di “muoversi” per inventare linee melodiche, e invece...
Tanto per citarne un altro paio, Dazed And Confused (Led Zeppelin) e Speed King (Deep Purple) sono tra i più “classici” e palesi in tal senso; e due apicali chitarristi rock eseguono i soli su altre parti.
Di solito gli ascoltatori non fanno caso a ciò, ma la questione – considerata la statistica – difficilmente può ritenersi casuale.
E la questione è data proprio dal potere sprigionato da quelle note reiterate tantissime volte che spesso hanno pure un carattere ritmico non banale, e perciò a dispetto del centrifugo spazio musicale modale cui corrisponde un riff esso a tutta prima emana una poderosa forza centripeta cui per l’emancipazione molti musicisti faticano parecchio*.
Quindi a tutta prima la modalità è financo più centripeta della tonalità, che si basa su un sistema assai chiuso, assolutamente centripeto.
Ma la “bolla vitale” che la tonalità genera permette (specialmente quando non ci sono modulazioni) uno spazio nel quale i musicisti si muovono con molto più agio ed efficienza rispetto alla modalità, ancor più specificamente a quella generata da un riff.
La “velocità di fuga” necessaria per sfuggire all’attrazione gravitazionale del riff è molto alta, ci vuole tanta energia, sforzo; ecco perché - salvo eccezioni** - è raro trovare solisti che suonino “contro” i riff.
Non è così infrequente in altri generi come il Jazz, la Fusion e dintorni; pure qui un paio di famosi esempi: Stratus (Billy Cobham) e The Chicken (versione Jaco Pastorius).
Nella Classica i riff sono chiamati ostinati, non ci sono assoli, comunque indimenticabili le invenzioni melodiche nel Bolero di Ravel e nella Berceuse Op.57 di Chopin: sulla base di solo 5 note reiterate per l’intera durata della composizione abbondano magnifiche fughe gravitazionali, che anticipano di oltre un secolo quelle (non meno magnifiche) di Bill Evans di Peace Piece.
Buoni ascolti riffeggianti.
* Similmente anche in presenza di un singolo accordo o un pendolo di due accordi.
** Ancora un paio di celebri esempi: Sunshine Of Your Love e Back In Black. Va però anche notato – al netto che il primo è di matrice blues - che il secondo è un riff sia armonico che melodico, e il solo è sulla parte armonica; dunque su un parziale del riff, quello più semplice, più inerente alla tonalità che alla modalità.

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